In Breve
- Piantedosi avrà un incarico in Europa?
- No, ha definito l'ipotesi "assoluta pura fantasia".
- Qual è la posizione di Salvini sul Viminale?
- Non intende tornare nell'immediato, ma punta a farlo dopo future vittorie elettorali.
- Qual è la situazione dei flussi migratori in Italia?
- C'è stata una riduzione del 54% degli arrivi irregolari rispetto all'anno precedente.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha categoricamente smentito le voci di un suo possibile incarico in Europa, definendole “assoluta pura fantasia”. Ha chiarito che i ruoli di cui si parla vengono assegnati con criteri che non rientrano nella sua competenza. Piantedosi ha inoltre ribadito la sua stima personale per il leader della Lega, Matteo Salvini, sottolineando che quest’ultimo non ha intenzione di tornare al Viminale nell’immediato, ma potrebbe farlo dopo future vittorie elettorali.
Riguardo al suo futuro, Piantedosi ha affermato che, al termine dell’attuale esperienza di governo, tornerà nei ranghi come prefetto o si dedicherà a una tenuta in campagna in Irpinia. Ha anche commentato la possibile collocazione politica di Vannacci, affermando che se la sua proposta politica si configura come concorrenza al centrodestra, sarà difficile immaginare un governo di centrodestra che lo includa.
Piantedosi ha espresso preoccupazione per il furto di fentanyl, evidenziando i rischi legati alle droghe sintetiche. Ha lodato l’intervento immediato del sottosegretario Mantovano e ricordato che l’Italia ha adottato uno dei piani di contrasto alle droghe sintetiche più avanzati, nonostante la diffusione nel Paese sia ancora limitata rispetto ad altri.
Sul fronte dei flussi migratori, il ministro ha evidenziato una riduzione progressiva degli arrivi irregolari, con un calo del 54% rispetto all’anno precedente. Ha sottolineato l’importanza di rafforzare procedure e strutture per mantenere il fenomeno sotto controllo. Infine, ha richiamato il ruolo centrale del Mar Mediterraneo, interpretando in termini laici l’invito a considerare con attenzione i percorsi migratori e sottolineando la necessità di aprire le porte in modo sostenibile e regolato, coltivando relazioni con Paesi come Somalia e Kenya anche per ragioni economiche.

