Morte di Oleksandr Muravskyi a Senigallia: si indaga sull’uso del taser

L'autopsia su Oleksandr Muravskyi, deceduto dopo un inseguimento a Senigallia, chiarirà le cause della morte e l'eventuale ruolo del taser.

Immagine di un'auto della polizia durante un inseguimento

In Breve

Chi era Oleksandr Muravskyi?
Oleksandr Muravskyi era un 35enne ucraino residente in Polonia.
Dove è avvenuto l'incidente?
L'incidente è avvenuto a Senigallia, lungo la Statale Adriatica 16 Nord.
Quali sono le indagini in corso?
Si indaga sull'uso del taser e le cause della morte di Muravskyi.

Si terrà oggi l’autopsia di Oleksandr Muravskyi, il 35enne ucraino morto a Senigallia il 2 agosto dopo un inseguimento con i carabinieri. Muravskyi, residente in Polonia, era in vacanza con la famiglia quando, percorrendo la Statale Adriatica 16 Nord, ha invaso la corsia opposta. Un comportamento simile era già stato segnalato a Fano.

A Senigallia, l’auto di Muravskyi ha incrociato una pattuglia dei carabinieri, costringendoli a una manovra di emergenza. Dopo un inseguimento, l’uomo ha speronato l’autoradio dei carabinieri. Nonostante l’uso del taser, Muravskyi è riuscito a fuggire, ma è stato fermato poco dopo da una seconda pattuglia.

Durante l’arresto, Muravskyi ha morso un militare e ha continuato ad agitarsi violentemente, rendendo necessario l’intervento dei sanitari del 118. Sedato e trasportato in ambulanza, è deceduto prima di arrivare al pronto soccorso. La procura di Ancona ha avviato indagini per verificare il funzionamento del taser e chiarire le cause della morte.