Il Federalismo Fiscale in Italia: Un Decreto tra Consensi e Critiche

Il decreto sul federalismo fiscale torna in Consiglio dei Ministri tra consensi e critiche, evidenziando le sfide finanziarie e politiche del provvedimento.

Consiglio dei Ministri discute il decreto sul federalismo fiscale

In Breve

Qual è il nodo principale del decreto sul federalismo fiscale?
Il nodo principale riguarda le compartecipazioni Irpef 'a costo zero'.
Quali sono le preoccupazioni dei Comuni riguardo al decreto?
I Comuni sono preoccupati per il superamento del fondo per il trasporto locale.
Quando è previsto il via libera finale del decreto?
Il via libera finale è previsto per il 4 agosto o alla fine del mese.

Il decreto legislativo sul federalismo fiscale è nuovamente al centro del dibattito politico italiano, tornando in Consiglio dei Ministri dopo una revisione del testo iniziale. Nonostante le modifiche, il provvedimento non ha ottenuto l’intesa di Regioni e Comuni, che in Conferenza Unificata non hanno espresso un accordo unanime.

Il decreto, atteso oggi al CdM, dovrà raccogliere i pareri parlamentari prima di ottenere il via libera finale, previsto per il 4 agosto o, al più tardi, nella riunione di fine mese. Nel frattempo, alcuni elementi del testo originale sono stati rimossi, come le rottamazioni locali, ora parte della legge di bilancio, e le norme sull’imposta provinciale di trascrizione delle auto a noleggio a lungo termine, trasferite al decreto fiscale.

Il nodo principale del decreto riguarda le compartecipazioni Irpef ‘a costo zero’, che assegnano quote di Irpef agli enti territoriali pari ai trasferimenti cancellati. Per le Regioni, è prevista una compartecipazione Irpef di 5,828 miliardi, sostituendo diversi fondi nazionali. Le Province vedranno una partecipazione di 1,802 miliardi nel 2027, aumentando fino a 2,111 miliardi dal 2030. Tuttavia, per i Comuni non sono previste compartecipazioni, sollevando preoccupazioni per il superamento dell’attuale fondo per il trasporto locale.

Per mitigare le preoccupazioni locali, il testo prevede l’avvio del meccanismo per le Regioni dal 2028, con un monitoraggio che potrebbe portare a una revisione delle aliquote di compartecipazione. Inoltre, sarà istituito un tavolo tecnico per la fiscalizzazione dei trasferimenti ai Comuni.

Politicamente, la riforma è sostenuta con forza, soprattutto dalla Lega, che ha mantenuto la bandiera federalista. Tuttavia, le Regioni si sono divise, con il centrodestra favorevole ma senza unanimità. Documenti regionali evidenziano criticità sul fondo perequativo per il trasporto locale, descrivendo le compartecipazioni come un arretramento in termini di autonomia. Anche Comuni e Province hanno espresso pareri contrari.

Nonostante il mancato accordo, il percorso legislativo del decreto continua, ma la prospettiva della riforma federalista rimane incerta.