In Breve
- Qual è l'obiettivo del BTP Green 2026?
- Finanziare progetti sostenibili per ridurre le emissioni e promuovere la crescita economica.
- Qual è l'impatto economico stimato dei BTP Green?
- Un incremento del PIL di 20 miliardi di euro e la creazione di 318 mila posti di lavoro.
- Quali settori ricevono maggiori investimenti dai BTP Green?
- Efficienza energetica degli edifici e trasporti sostenibili.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato il “Rapporto 2026 su Allocazione e Impatto – BTP Green”, un documento che analizza gli investimenti sostenibili finanziati attraverso le emissioni del BTP Green nel 2025. Queste emissioni hanno raccolto circa 13,6 miliardi di euro, destinati a progetti che promuovono la sostenibilità ambientale.
Il rapporto suddivide gli investimenti in sei categorie principali: produzione di energia da fonti rinnovabili, efficienza energetica, trasporti sostenibili, prevenzione dell’inquinamento, tutela ambientale e ricerca sulla sostenibilità. Tra queste, l’efficienza energetica degli edifici rappresenta la quota più significativa, coprendo il 45,2% delle risorse allocate, grazie agli incentivi fiscali. Segue il settore dei trasporti, con un 34,7% del totale, che include investimenti in infrastrutture ferroviarie e mezzi di trasporto pubblico elettrici.
Un’ulteriore parte delle risorse è stata destinata alla tutela dell’ambiente e della biodiversità (9,4%), mentre 805 milioni di euro sono stati assegnati a misure di prevenzione e controllo dell’inquinamento. Infine, 516 milioni di euro sono stati investiti nella ricerca sulla sostenibilità ambientale.
Oltre ai benefici ambientali, stimati in una riduzione di 38 milioni di tonnellate di CO2, il rapporto prevede ricadute socio-economiche significative, con un impatto di circa 20 miliardi di euro sul PIL del 2025 e la creazione di circa 318 mila posti di lavoro. Gli effetti a lungo termine degli interventi potrebbero portare a un incremento del PIL di circa 13 miliardi di euro nei prossimi dieci anni.
Il rapporto sottolinea che l’82% delle risorse è conforme ai criteri ambientali dell’Unione Europea, e il 69% rispetta il principio del DNSH (Do No Significant Harm), garantendo che gli investimenti non danneggino l’ambiente.

