In Breve
- Cos'è il partenariato speciale pubblico-privato adottato dalla Grande Brera?
- Un modello di collaborazione tra pubblico e privato per la gestione condivisa dei servizi culturali.
- Quali sono i principali progetti del partenariato?
- Il Design Store a Palazzo Citterio e il Bar Fernanda nella Pinacoteca.
- Qual è l'obiettivo del partenariato pubblico-privato della Grande Brera?
- Migliorare i servizi, ampliare l'offerta culturale e garantire la sostenibilità economica.
La Grande Brera, uno dei simboli culturali di Milano, apre le porte a un innovativo partenariato speciale pubblico-privato (Pspp), segnando una svolta nella gestione dei beni culturali. Questa iniziativa, prevista dall’articolo 134 del nuovo Codice dei contratti pubblici del 2023, è una novità assoluta per un museo statale in Italia.
Il progetto mira a rafforzare i servizi e la valorizzazione del complesso culturale, che include la celebre Pinacoteca di Brera, il recentemente inaugurato Palazzo Citterio e la storica Biblioteca nazionale Braidense. A differenza delle tradizionali concessioni o sponsorizzazioni, il Pspp si basa su una collaborazione orizzontale e una co-progettazione condivisa tra istituzioni pubbliche e partner privati, tra cui imprese, associazioni e enti del Terzo Settore.
L’obiettivo è sviluppare un modello di gestione condivisa che non solo migliori l’accoglienza e ampli l’offerta culturale, ma che contribuisca anche alla sostenibilità economica dell’istituzione. Tra i progetti principali, spicca il nuovo Design Store a Palazzo Citterio, concepito come un’estensione dell’esperienza culturale, sul modello dei grandi museum store internazionali.
Inoltre, il partenariato prevede la progettazione e gestione del Bar Fernanda all’interno della Pinacoteca e la creazione del Citterio Garden, uno spazio polifunzionale con bistrot, destinato a ospitare eventi culturali. Queste iniziative mirano a essere veicoli della qualità del patrimonio custodito nella Grande Brera, conciliando sostenibilità economica, interesse collettivo e tutela dell’identità culturale.
Secondo i responsabili del progetto, il successo di questa iniziativa potrebbe rappresentare un modello replicabile per altre istituzioni culturali, promuovendo una gestione più dinamica e partecipativa del patrimonio culturale italiano.

