Inflazione negli Stati Uniti: il tasso core sale al 3,4%, il più alto dal 2023

Il tasso di inflazione core negli Stati Uniti ha raggiunto il 3,4% a maggio, segnando il livello più alto dal 2023, secondo i dati del Dipartimento del Commercio.

Grafico che mostra l'aumento dell'inflazione negli Stati Uniti

In Breve

Qual è il tasso di inflazione core negli Stati Uniti a maggio?
Il tasso di inflazione core negli Stati Uniti a maggio è del 3,4%.
Come si è comportato il PIL degli Stati Uniti nel primo trimestre?
Il PIL degli Stati Uniti è cresciuto del 2,1% nel primo trimestre.
Qual è stato l'aumento della spesa dei consumatori a maggio?
La spesa dei consumatori è aumentata dello 0,7% a maggio.

Il tasso di inflazione core negli Stati Uniti ha raggiunto il 3,4% a maggio, segnando il livello più alto dal 2023. Questo dato, pubblicato dal Dipartimento del Commercio, riflette un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente, in linea con le previsioni di Dow Jones. L’inflazione core esclude i prezzi di cibo ed energia, offrendo una visione più stabile delle tendenze a lungo termine.

Parallelamente, l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) ha mostrato un’inflazione annuale del 4,1%, il massimo da aprile 2023, con un incremento mensile dello 0,4%. Questi numeri sottolineano le sfide affrontate dalla Federal Reserve nel mantenere la stabilità dei prezzi, un obiettivo ribadito dal nuovo presidente Kevin Warsh.

Nonostante l’inflazione elevata, la spesa dei consumatori ha superato le aspettative, crescendo dello 0,7% nel mese. Anche il reddito personale ha visto un aumento dello 0,7%, ben al di sopra delle previsioni dello 0,4%, mentre il tasso di risparmio personale è salito al 3%.

Il contesto economico complessivo appare solido, con il prodotto interno lordo (PIL) in crescita del 2,1% nel primo trimestre, superando le stime precedenti. Le richieste di sussidi di disoccupazione sono diminuite, indicando un mercato del lavoro in miglioramento.

Questi sviluppi arrivano in un momento in cui la Fed sta valutando attentamente le sue politiche monetarie, alla luce delle pressioni inflazionistiche e delle tensioni geopolitiche, come la guerra in Iran, che hanno influenzato i prezzi dell’energia.