Previdenza Complementare: Un’Opportunità Sottovalutata dagli Italiani

Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis rivela che la previdenza complementare in Italia è ancora poco conosciuta e sottovalutata, nonostante le sue potenzialità per garantire un futuro pensionistico più sereno.

Immagine di un grafico sulla previdenza complementare

In Breve

Qual è il livello di conoscenza della previdenza complementare in Italia?
Solo il 28,9% dei lavoratori italiani dichiara di conoscere bene la previdenza complementare.
Qual è l'età media desiderata per il pensionamento?
L'età media desiderata per il pensionamento è di 60 anni.
Qual è l'importanza della consulenza nella previdenza complementare?
Il 55% dei lavoratori ritiene che una consulenza esperta potrebbe incentivare l'adesione alla previdenza complementare.

La previdenza complementare rappresenta una delle soluzioni più efficaci per garantire un tenore di vita adeguato durante la pensione, eppure in Italia è ancora poco conosciuta e sottovalutata. Il Settimo Rapporto Assogestioni-Censis, presentato a Roma, offre uno spaccato dettagliato della situazione attuale, evidenziando le sfide e le opportunità legate a questo strumento finanziario.

Secondo l’indagine, condotta su un campione di lavoratori italiani tra i 18 e i 50 anni, il 76,1% di coloro che conoscono la previdenza complementare ritiene che potrebbe migliorare il proprio tenore di vita da pensionato. Tuttavia, solo meno del 40% dei lavoratori ha effettivamente aderito a forme di previdenza integrativa. Questo gap è attribuibile principalmente alla scarsa conoscenza e alla diffidenza verso le novità normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

La ricerca evidenzia che solo il 28,9% dei lavoratori dichiara di conoscere bene la previdenza complementare, mentre il 57,6% ne ha una conoscenza solo superficiale. Inoltre, il 55,8% degli intervistati ritiene che le informazioni disponibili siano poco chiare, e il 18,3% ha ricevuto informazioni errate in passato.

Un altro ostacolo significativo è la procrastinazione: il 45% dei lavoratori preferisce rimandare la decisione, ritenendo di avere altre priorità, mentre il 51,3% è scoraggiato dai frequenti cambiamenti normativi.

Le aspettative riguardo alle pensioni pubbliche sono basse: i lavoratori si aspettano in media una pensione pari al 48,4% della loro retribuzione. Questo dato è ancora più critico per i lavoratori autonomi, che prevedono una pensione pari al 41,5% del loro reddito attuale.

Nonostante queste preoccupazioni, il desiderio di andare in pensione entro i 60 anni è forte, soprattutto tra i giovani. Tuttavia, la realtà è ben diversa: l’età media attesa per il pensionamento è di 69 anni, con un divario di 9 anni rispetto all’età desiderata.

Un aspetto positivo emerso dal rapporto è l’importanza della consulenza professionale. Il 55% dei lavoratori afferma che un supporto esperto potrebbe incentivare l’adesione alla previdenza complementare, evidenziando la necessità di una comunicazione più efficace e di un’alfabetizzazione previdenziale più diffusa.

Maria Luisa Gota, Presidente di Assogestioni, ha sottolineato come le nuove misure rappresentino un’opportunità concreta per avvicinare più lavoratori al secondo pilastro previdenziale, mentre Fabio Galli, Direttore Generale di Assogestioni, ha evidenziato il ruolo della previdenza complementare come elemento di stabilità per il sistema finanziario.